|
Montisola, l’isola lacustre più grande d’Europa, la perla del lago d’Iseo, meta di turisti italiani e stranieri; l’isola che percorreremo a piedi partendo da Peschiera Maraglio, il più grande dei suoi paeselli, fino al Santuario della Cerinola, punto più alto raggiungibile, immersi tra boschi e terrazze coltivate, tra uliveti e fiori coloratissimi, accompagnati da una lunga storia di contadini e pescatori. Numerosi sono i punti della costa da cui è possibile raggiungere Peschiera Maraglio con pochi minuti di battello, Iseo,Sulzano, Sale Marasino, e già durante la breve navigazione possiamo adocchiare i luoghi che attraverseremo e raggiungeremo. Toccare la terra isolana ci porta a fare un salto nel passato recente, ai tempi dei nostri nonni, con le casette basse di roccia e stucco, i panni stesi ai fili esterni, le signore che si fermano per strada a salutare tutti, perché ovviamente ogni isolano conosce i suoi vicini e vige ancorala buona abitudine del saluto cordiale e gioioso.
Dunque prendiamoci qualche attimo per entrare in quest’atmosfera “d’altri tempi”, per imparare nuovamente a sorridere alla vita e alle persone. Un respiro profondo e siamo pronti a partire seguendo un itinerario che si svolgerà per la maggior parte su asfalto e ciottolato, lungo i viottoli che uniscono i paesi dell’isola, percorsi da biciclette, motorini e le vecchie Ape. Come prima cosa è d’obbligo la visita a Peschiera Maraglio, il paese piùgrande dell’isola, semplicemente per apprezzare al meglio le bellezze “architettoniche”, caratteristiche del luogo. La partenza del giro è verso Sensole (dando le spalle agli attracchi dei traghetti si prende a sinistra) seguendo il lungo lago; quasi rilassante, in piano, con poche curve che seguono il profilo dell’isola stessa. Lo sguardo segue la stradaperdendosi nel lago e giungendo sulla costa della terraferma per apprezzare differenze e somiglianze. Pochi passi e le ultime case di Peschiera lasciano spazio al verde, alle piantagioni di ulivi intervallate a ristoranti vista lago. Lentamente la strada piega a destra e davanti noi, osservando il lago, si apre la vista sulla piccola isola di San Paolo, isola privata posta a sud rispetto Montisola, mentre lasciando correre lo sguardo sulla costa possiamo scorgere il paesello che dovremo raggiungere e, sulla cima dell’isola, la costruzione della Rocca Martinengo, che osserveremo solo dal basso. Proseguendo a camminare, all’ingresso del paese di Sensole, la strada si biforca, la via di destra puntadecisamente in salita mentre quella di sinistra continua lungo la costa, in piano. Noi imbocchiamo la via in salita ovviamente, quella di destra, ma per il semplice motivo che qualche centinaio di metri più avanti le due vie tornano a ricongiungersi e quella che sale dalla costa ha la pendenza concentrata in pochissimo spazio. Continuiamo a salire finché la strada svolta nuovamente a destra seguendo le curve dell’isola pensando che ci vorrebbe proprio una pausa e, come se qualcuno ci avesse pensato, davanti i nostri occhi si apre una bella piazzola di sosta dove poter ammirare il panorama della costa bergamasca poco distante e, nelle giornate limpide, il Monte Trenta Passi e la catena dell’Adamello. L’unica pecca sullo scenario è il cementificio di Tavernola proprio nel centro della bella fotografia… Pochi minuti di pausa e si riparte nuovamente lungo la strada principale asfaltata verso i paesi di Menzino e Sinchignano che attraverseremo salendo un poco di quota. Dopo un’ora circa di cammino totale arriviamo al paese di Siviano, dove parte la strada ciottolata che sale verso il centro dell’isola; entriamo nel paese seguendo la strada asfaltata fino ad arrivare alla piazza principale (c’è un bar sulla sinistra,vista lago), la oltrepassiamo e pochi metri dopo imbocchiamo un viottolo ciottolato che sale a destra decisamente più stretto e ripido della principale e che porta alla chiesa del paese e la oltrepassa. La partenza di questo secondo tratto è abbastanza impegnativa rispetto il precedente, ma dura ben poco perché la pendenza della via si smorza appena sbuchiamo dalla cima del paese, nei campi coltivati, maguardandosi attorno ci possiamo accorgere di essere saliti non poco di quota. Meglio non fermarsi però, ma proseguire spediti per non perdere il bel ritmo preso. Proseguendo lungo il ciottolato arriviamo a un bivio, nel centro è posta la statua della Madonna e sulla sinistra un grosso masso con dipinto il segnale rosso-bianco che indica che la via è giusta: noi proseguiamo a destra continuando a salire fino a incrociare nuovamente la strada asfaltata. Ma la attraversiamo appena per proseguire drittientrando nel paese di Masse, decisamente affascinante. Nella piazzetta del paese dobbiamo svoltare a sinistra (la via passa vicino una fontanella) per un sentiero che finalmente diventa sterrato ed attraversa i campi coltivati (non fate caso agli abitanti del paese che vi guardano come marziani … probabilmente non sono abituati a vedere stranieri!). Proseguiamo dunque, uscendo anche da Masse e salendo verso il boschetto di castagni. Dopo pochi minuti di percorso giungiamo a un nuovo bivio, nei pressi di una baracca di qualche contadino; noi svoltiamo a destra lasciando a se il sentiero che indica la discesa a Peschiera M. per una via “difficile e pericolosa”. Continuiamo a salire con tranquillità passando accanto a campi coltivati e pecore al pascolo finoa giungere nuovamente, dopo una nuova ora di cammino, all’incrocio con la strada ciottolata che questa volta però dobbiamo riprendere per l’ultimo tratto di salita al Santuario. In mezz’ora, seguendo la via, giungiamo ai piedi del monastero, agli ultimi gradini che ci porteranno alla nostra meta. Dopo 2 ore e mezza totali di cammino (3 ore se proprio ce lavogliamo prendere comoda) possiamo finalmente fermarci e osservare Montisola dall’alto, il lago d’Iseo attorno noi e le coste bresciana e bergamasca.
È tempo di concederci una pausa pranzo meritatissima prima di ripartire per la discesa; questa segue per il primo tratto la via dell’andata, fino al paese di Masse, lungo il sentiero. Attraversato il paese però non riprendiamo il viottolo ciottolato che ci porta a Siviano, ma rimaniamo su asfalto, svoltando a destra, per il paese di Olzano. Lungo la via possiamo scorgere di fronte a noi la terza piccolaisola del Lago d’Iseo, Isola di Loreto, privata anch’essa, prima di immergerci nelle case di Olzano. Da qui proseguiamo per un sentiero che ci conduce a Carzano e poi, lungo la strada asfaltata che costeggia il lago, torniamo a Peschiera Maraglio stanchi ma soddisfatti, pronti per tornare al presente traghettando nuovamente verso la terra ferma.
|