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Prealpi Vicentine (o Prealpi Venete Occidentali) è il nome originario, Piccole Dolomiti è invece come i più conoscono queste montagne incastrate tra il margine nord della provincia di Vicenza, al confine con la provincia di Verona, e il Trentino; sorelle minori delle Dolomiti si sono guadagnate questo omonimo perchè caratterizzate come loro dalla bianca roccia calcarea, lavorata dal tempo e dalle intemperie in guglie e forme bizzarre che solo il carbonato può creare, belle da osservare, spettacolari da “camminare”, eccezionali da arrampicare. Non è solo per motivi geologici però che le Piccole Dolomiti sono conosciute, su questi monti infatti si trovava la prima linea della Grande Guerra. Tutti conoscono la storia, ma non tutti ricordano che proprio lungo le Piccole Dolomiti correva il confine tra il Regno d’Italia e il Regno Austro-Ungarico, confine da difendere con le unghie e con i denti quando l’Italia, abbandonando la Triplice Alleanza, entrò in guerra al fianco di Francia e Inghilterra nel patto segreto firmato con la Triplice Intesa. La linea di confine correva su quei monti che si affacciano sulla Pianura Veneta, dal Monte Grappa al Massiccio del Carega, passando attraverso l’Altipiano di Asiago, Monte Novegno, Pasubio e Sengio Alto, e la loro conquista da parte degli imperiali significava quindi l’accesso alla Pianura stessa ed a Venezia, riuscendo a chiudere così in una morsa il grosso dell’esercito italiano schierato sul fronte isontino; è per questo che valorosi soldati hanno combattuto con tutte le forze per difendere questi pochi chilometri di montagne, vincendo, alla fine di una cruenta battaglia, e respingendo gli austroungarici nelle loro terre.Di questa Grande Guerra rimane il ricordo nel mondo, narrato, romanzato, cantato da molti, e qui nelle Piccole Dolomiti, la montagna ha conservato le opere, strade, sentieri, fortificazioni e gallerie scavate nella roccia dai soldati utilizzate per spostamenti, rifornimenti, ripari; ed è proprio lungo queste opere che corrono i trekking storici più belli e importanti delle Piccole Dolomiti, tra cui il Sentiero delle 52 gallerie del Pasubio, il Sentiero di arroccamento sul Sengio Alto e altri percorsi della Memoria sul Monte Novegno, sul Monte Maggio e sul Massiccio del Carega fino alle propaggini degli Zugna. Sentiero delle Gallerie del Pasubio. Sentiero 366 o Sentiero delle Gallerie, decisamente il trek più famoso e praticato delle Piccole Dolomiti. Una “strada” unica nel suo genere, scavata in piena Guerra Mondiale (nel 1917 in soli 6 mesi) dai soldati italiani per creare una via di salita al Pasubio protetta dal fuoco nemico; una mulattiera lunga 6300 metri che intervalla tratti all’aperto, su un panorama sempre nuovo e mozzafiato, alle 52 gallerie scavate nella roccia calcarea del Massiccio del Pasubio. Il sentiero 366 comincia a Colle Xomo (m 1058) e si dirige verso Bocchetta Campiglia (m 1216), il vero inizio del Sentiero delle Gallerie; l’ingresso al sentiero è un moderno portale che introduce alla mulattiera e, dopo quattro tornanti, al portale storico della prima galleria. Il primo tratto del sentiero sale rapidamente in quota superando pinnacoli di roccia e giungendo ai contrafforti della Bella Laita dove si addentra nella roccia e prosegue dentro e fuori le prime 30 gallerie. A quota 1700 m si entra nella Val Camossa e si imbocca la galleria 31che taglia la valle stessa. Usciti a quota 1842 si procede in sali-scendi nella Zona dei Vai, sfiorando infine il Passo di Fontana d’Oro (m 1870) vicino alla galleria 43. Una leggera salita ci porta a quota 2000, quota massima che raggiunge il sentiero, dove procediamo per l’ultimo e più spettacolare tratto del trek, intagliato nelle rocce a precipizio, per scendere infine a Porte del Pasubio e al Rifugio Papa (m 1928) oltrepassando le ultime due gallerie (51 e 52) e terminare il nostro Sentiero delle Gallerie in 3 ore e mezza di cammino.Per il ritorno si può scegliere di seguire il sentiero 370, degli Scarubbi, costruito anch’esso durante la guerra, che ci riporta in 2 ore di cammino a Colle Xomo. Sentiero di Arroccamento. È il sentiero numero 149, ex 14, che parte dal Rifugio Campogrosso e termina alla Forcella del Cornetto. Un percorso creato dopo la Strafexpedition del 1916, l’invasione austriaca sul fronte italiano, uno degli eventi più importanti dell’intera guerra per numero di truppe messe in campo; al termine della grande offensiva del ‘16 l’esercito italiano si riorganizzò, creando questo ed altri percorsi in quota, tra le cime dei monti, per collegare e rifornire le differenti opere difensive.Il sentiero costituisce un itinerario panoramico sulla pianura veneta e sulle figure di roccia che solo la natura sa creare, che segue il versante Est della catena del Sengio Alto collegandone i rilievi; un percorso bello ma da intraprendere con prudenza perché esposto in più punti e, in un paio di passaggi, attrezzato con catene fisse poste in tempi recenti invece dei ponticelli originari, indicato quindi ad Escursionisti Esperti o accompagnati da una guida.Dal Rifugio Campogrosso (m 1457) si sale verso la Sisilla seguendo per il primo tratto il sentiero 170 fino ad incrociare una mulattiera partenza del sentiero 149 che prendiamo a seguire a destra in falsopiano fino a raggiungere i ghiaioni della Cima delle Ofre e che attraversiamo per portarci ai piedi dei torrioni di roccia conosciuti come “Due Sorelle”. Da qui oltrepassiamo una forcella dove è situata una caverna di guerra e continuiamo a salire fino a raggiungere in pochi minuti il passo delle Gane (m 1704). Sulla sella erbosa del Passo il nostro percorso incrocia il sentiero 177 che da Campogrosso porta al Passo del Baffelan per il versante ovest e a noi è richiesta una scelta; seguire il sentiero 149, il nostro percorso, lungo la mulattiera originaria che punta a destra, risale un canalone e ci porta alla Forcella del Baffelan (m 1738) per poi scendere un nuovo canalone franoso, che richiede particolare attenzione e esperienza, e giungere in 15 minuti di buon cammino al Passo del Baffelan (m 1661); oppure seguire per il breve tratto che separa di due passi il sentiero 177, decisamente meno impegnativo, che piega a sinistra e porta al Passo del Baffelan per il versante Ovest, dove ritrova il nostro percorso che d’ora in avanti non lasceremo più.Da qui comincia il vero e proprio Sentiero di Arroccamento, una via in falsopiano che segue il crinale del Sengio Alto intervallando tratti di sentiero esposto e panoramico, intagliato nella roccia, a gallerie vere e proprie, portandoci a oltrepassare, in un’ora di buon cammino, il Passo delle Giare Bianche (m 1675) ed il Passo degli Onari (m 1772) per arrivare infine, dopo un tratto in salita che osserva dal basso i Pilastri del Cornetto, alla Forcella del Cornetto (m 1825) in 3 ore di cammino totali.A questo punto il sentiero 149 termina e le nostre alternative sono nuovamente due, tornare per la stessa via oppure scendere lungo una comoda mulattiera fino alla Selletta Nord-Ovest seguendo il sentiero 175 e poi imboccare a sinistra il sentiero 170 che, con poca salita, ci riporta al Rifugio Campogrosso in una nuova ora abbondante di cammino. Anello Storico. E’ una facile escursione storico-didattica in cui in un paio d’ore di cammino ci si immerge completamente nello spirito della Grande Guerra, attraversando trincee, posti di avvistamento, bunker di rifornimento e approvvigionamento, gallerie; basta un po’ di fantasia e un tempo “favorevole” per ritrovarsi a provare sensazioni ed emozioni che forse i soldati stessi hanno provato durante la guerra. Un trek particolarmente indicato alle scuole ed ai giovani che solo nei libri hanno studiato quegli anni di lotta. Uno di questi anelli storici corre attorno il Passo di Campogrosso con partenza e ritorno proprio presso il Rifugio omonimo.
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